Cistite esami delle urine
La cistite è l’infiammazione della vescica, generalmente contratta in seguito a infezione batterica.
L’urina viene convogliata tramite due condotti, gli ureteri nella vescica, dove l’urina viene accumulata. La vescica, ha un collegamento all’esterno per mezzo dell’uretra.
Qualsiasi parte di questo percorso può andare incontro a infezioni, tuttavia vengono più frequentemente colpite le basse vie urinarie, ovvero vescica e uretra.
In condizioni normali le urine sono quasi sterili, ovvero non contengono microrganismi. In determinate circostanze tuttavia i batteri che si trovano attorno all’ano possono risalire in vescica tramite l’uretra oppure la vescica.
La cistite negli adulti può causare:
- urina scura, torbida o maleodorante,
- dolore pelvico,
- sensazione di malessere,
- presenza di sangue nelle urine.
- dolore, bruciore o sensazione pungente durante la minzione,
- necessità di urinare più spesso del normale,
- grande urgenza di minzione
Le cistiti batteriche non sono contagiose.
Diagnosi esame delle urine
l’analisi delle urine. Viene raccolto un campione di urina del mitto intermedio (non quello iniziale, che può contenere tracce di batteri normalmente presenti sul tratto esterno dell’uretra) in modo che il campione non sia contaminato dai batteri presenti sui genitali esterni.
Talvolta si esegue un urino coltura, vale a dire la ricerca dei possibili batteri urinari tramite la loro crescita su terreni di coltura. Tale esame è di norma correlato da un antibiogramma, che mostra la diversa sensibilità o la resistenza del ceppo batterico ritrovato nelle urine agli antibiotici.
In caso di cistiti ricorrenti è necessario ricercarne le possibili cause, prendendo in considerazione per esempio:
- diabete,
- abbassamento delle difese immunitarie,
- alterazioni anatomiche delle vie urinarie.
ESAME DELLE URINE E/O URINOCOLTURA
L’infezione urinaria è spesso definita come presenza di batteri nelle urine. Questa definizione è accettabile, ma occorre essere certi che non vi siano altre possibilità di ritrovare dei germi anche in assenza di una vera infezione. L’accertamento della presenza di germi nelle urine è basato sull’urinocoltura, cioè sulla coltivazione di piccole quantità di urine su terreni di coltura specifici. L’esame fornisce anche una stima delle unità batteriche formanti colonie e, a richiesta, anche la sensibilità a una serie di antibiotici (antibiogramma). Sembrerebbe tutto facile e chiaro. In realtà, le cose sono più complicate.
L’urinocoltura è un esame molto delicato, che richiede molte attenzioni nella raccolta e nel trasporto del campione urinario. Il metodo ideale consiste nel raccogliere il cosiddetto getto intermedio, scartando la prima parte delle urine che è contaminata dai germi che si trovano normalmente sui genitali esterni e sullo sbocco dell’uretra. Anche uno scrupoloso lavaggio prima della raccolta, pur essendo raccomandabile, non evita questa possibilità di contaminazione. Nei bambini più piccoli, non essendo realizzabile la raccolta con il getto intermedio, si utilizza generalmente un sacchetto adesivo apposito. Questo metodo non consente di scartare la prima parte del getto con ovvie ripercussioni sull’attendibilità dell’urinocoltura. Altro fattore di inattendibilità è il tempo eccessivo che solitamente intercorre tra la raccolta del campione e l’allestimento della coltura. Un tempo maggiore di 20 minuti determina la crescita esponenziale dei pochi germi inizialmente presenti nel campione. Questa moltiplicazione dei germi “in provetta” è possibile perché la capacità di replicazione è favorita dalla composizione e dalla temperatura delle urine, terreno ideale per lo sviluppo delle colonie.
Conviene pertanto evitare il ricorso all’urinocoltura e affidarsi, almeno in una fase iniziale di accertamento, esclusivamente all’esame “standard” delle urine. Il parametro più attendibile è il numero dei globuli bianchi (leucociti) che si contano osservando al microscopio il sedimento urinario. Un numero inferiore a 20-30 leucociti per campo microscopico, in età pediatrica, consente generalmente di escludere l’infezione urinaria. L’esterasi leucocitaria è un enzima presente nei globuli bianchi. Se l’esame chimico delle urine è positivo per l’esterasi, significa che il numero di globuli bianchi è superiore al normale. La presenza di nitriti e di flora batterica non sono un segno sicuro d’infezione, per la possibilità di che si siano moltiplicati “in provetta” germi contaminanti (come può accadere con l’urinocoltura). I leucociti non hanno la capacità di replicarsi fuori dall’organismo, essendo globuli bianchi ormai esauriti, e pertanto anche un ritardo dell’esame delle urine non ne influenza il numero.
L’urinocoltura rappresenta ancora un esame fondamentale in alcune situazioni particolari, nelle quali non è escluso il ricorso al cateterismo vescicale per essere certi di aver raccolto un campione privo di germi contaminanti. Sarebbe opportuno eseguire questo metodo di raccolta in ospedale o in un centro attrezzato con esperienza di pazienti pediatrici.






